venerdì 9 agosto 2013

HOPE


Qualcuno lassù deve avercela abbondantemente con me.


Perché solo io potevo finire in una situazione simile.

Solo, perso in un luogo che non conosco e senza la più pallida idea di come tornare a casa. Il genere di cose da cui la mamma ti mette in guardia fin da quando sei abbastanza grande per poter fare a meno di lei. “ Non allontanarti troppo”, “ non perderti”. Mi viene da sorridere al ricordo delle sue parole … ecco fatto mamma! Ecco che fine hanno fatto tutti i tuoi bei consigli, nella fogna … anzi per la precisione in una vecchia strada di campagna, dispersa nel nulla senza nessun tipo di forma di vita nel raggio di 10 km.

Diciamo che potrebbe andarmi peggio … diciamo che potrebbe piovere!!! Ma considerando i nuvoloni che mi guardano minacciosi dal cielo temo che dovrò procurarmi un riparo.

Possibilmente in fretta.

Ho pure fame, ma dubito di trovare un McDonald a cui fregare qualcosa da queste parti … dubito che sappiano cosa sia un McDonald da queste parti. Mi sembra di essere in quel film che guarda spesso la signorina Mary … “ Il mago di Ol “ o qualcosa del genere. Anche lì c’erano tanti prati e strade isolate e disperse nel nulla. Se non ricordo male c’era pure una tromba d’aria, ma vorrei evitare di tirarmele addosso da solo, considerando la situazione.

Sono sempre stato sfortunato. Sin dalla nascita.

Da piccolo sono finito nel piccolo stagno dietro alla casa dei Morrison, i nostri vicini di casa. Io e Mary andavamo spesso lì a giocare, perché c’era un bel frutteto e un prato sempre ben potato. Ma quel giorno mi sporsi troppo sull’argine, finendo per precipitare in acqua! Un magnifico tuffo di pancia che mi fece colare a picco come un sasso. Per mia fortuna la piccola Mary si mise a urlare, quella bimba ha una voce più acuta di quella di un’aquila, attirando l’attenzione del signor Morrison.

Mi salvò per miracolo, tirandomi fuori da quella pozza di acqua rafferma.

Non avevo mai visto mamma tanto arrabbiata. La signora Lucia, la mamma di Mary, mi consolò dicendomi che poteva capitare a tutti di fare un tuffo fuori stagione … ma io manco lo sapevo cosa fosse un tuffo fuori stagione!!!

Comunque questo è solo uno dei tanti esempi che potrei farvi per dimostrarvi l’immensa sfiga che mi perseguita. Oh non lo so se è perché sono l’ultimo di 13 figli … e lo sanno tutti che il 13 è un numero sfortunato!!! O forse è per il fatto che mi chiamo Ubaldo, che razza di nome è Ubaldo?? Mah … non lo so. Ma probabilmente miss. Fortuna prima di donarmi la mia parte fortunata ha saputo che razza di nome mi hanno affibbiato e si è rifiutata di avere a che fare con me, lasciandomi nella situazione attuale.

Grazie mille miss!!

Comunque quello del nome è il male minore. Insomma sono basso, molto più basso dei miei fratelli, e anche abbastanza in carne, e in più non sono affatto atletico. Un disastro!

Quando il marito della signora Lucia ha deciso di portarmi con lui a correre ho pensato che sarebbe stato bello passare un po’ di tempo con lui, era l’unico maschio oltre a me in famiglia e passava gran parte del suo tempo fuori casa per lavoro. Ero entusiasta di averlo unicamente per me per un pomeriggio intero! Sarebbe stato bello … giusto?



No! Sbagliato!

Fu un’esperienza traumatizzante e a dir poco orribile. Una faticaccia di ben 6 km di corsa ininterrotta, in cui quel pazzo fanatico non fece che incoraggiarmi con frasi del tipo “ Su Ubaldo!! Su su , che stiamo rallentando!”. Ma dico io stiamo scherzando??!! Che sono io una Ferrari?? No!



Da quel giorno il signore, constatata la mia poca predisposizione alla corsa, non mi volle più con sé. Con mio immenso sollievo.

Una goccia di pioggia mi cade sul naso, facendomi rabbrividire.

Odio la pioggia! Forse per l’odore di terra bagnata che porta con sé. Oppure per l’imprevedibilità con cui decide di scaricarsi su noi poveri mortali. Si prende il permesso di allagare i campi, sfondare i tetti e insozzare le strade. Se potessi parlarle di persona probabilmente le direi una cosa tipo “ Signora pioggia nel caso non se ne fosse accorta qui sta abbondantemente sulle scatole un po’ a tutti, quindi resti pure a casa sua ( ovunque essa sia) che noi non sentiremo la sua mancanza.” 

Scusate alle volte tendo a degenerare … temo sia uno sfogo post-traumatico, ora la smetto.

Un’altra goccia. Oh fantastico! Ora dove lo trovo un riparo? Beh sicuramente non stando qui ad aspettare solo il cielo sa cosa, ma non me la sento ancora di spostarmi. Forse sono già partite le squadre di ricerca dopo la mia scomparsa, non posso allontanarmi troppo se no non ho nessuna speranza di essere trovato.

È stato tutto per colpa di un banalissimo errore. Un errore comprensibile quando si parte per una scampagnata in un posto tanto desolato e vasto. Si sono solo dimenticati dov’ero ecco tutto … e io ignaro di tutto ho proseguito troppo a lungo per questi campi tutti uguali, fino a perdermi definitivamente.



Non gliene faccio una colpa!! Certo che no … con 3 figli deve essere difficile non scordare nulla, ma sono certo che basterà aspettare ancora un po’ per veder ritornare la Fiat della signora Lucia. Perché loro si accorgeranno prima o poi che io non ci sono … o no? E se non se rendono conto? Se arrivano fino a casa ignari di tutto, per poi rendersi conto solo allora di avermi scordato qui? Che ci faccio qui tutta la notte, da solo e senza un tetto sopra la testa? Oh mio dio … e sta per venire giù un diluvio come non se ne vedevano da tempi di Noè!! Sono fregato … e anche morto, ma non vorrei sembrare eccessivamente catastrofico.



Ok Ubaldo, ora pensa : che farebbe mamma? Beh innanzitutto mamma non si sarebbe mai cacciata in questa situazione … no, no non distrarti ragiona.



Allora noto il cartello. Un grosso affare bianco e blu, che recita “ South Valley 2 km “

Se non si fosse capito non sono quello che si può definire un genio. Ma certe cose elementari le so pure io, come ad esempio che se sul cartello c’è scritto South Valley 2 km, vuol dire che questa South Valley non è poi così lontana e che forse, forse se mi do una mossa posso sperare di arrivarci in un tempo ragionevolmente breve.

Se figuriamoci, faccio in tempo a invecchiare su questa dannata strada. Ve l’ho detto o no che non sono un tipo atletico?

Ma non posso nemmeno aspettare qui finché un fulmine non piomba giù dal cielo per farmi secco. E allora addio tornare a casa … anzi diciamo pure addio Ubaldo.

Basta questo per farmi passare la voglia di vegetare lì sul ciglio della strada. Balzò in piedi e mi incammino nella direzione indicata dal cartello. Intanto intorno a me la pioggia cade con violenza, abbattendosi al suolo con schiaffi sonori. Cominciò a sentire anche i primi aliti di un vento freddo. Basta questo per farmi intuire l’arrivo del temporale. La cosa non mi piace … non so se riesco ad arrivare a questa South Valley in tempo per evitare il finimondo.

Mi impunto, proseguo lungo la strada ignorando le foglie scivolose e il fango che sporcano l’asfalto. Ci sono molte pozza d’acqua torbida e putrida, che mi fa venire la nausea solo a guardarla. Ma io ho sete e qui dubito ci siano fontane, come nel giardino della signora Lucia. E non oso avventurarmi nella boscaglia per cercare un ruscello … ho paura di perdermi. Mi devo accontentare di quello che ho, non posso mica morire disidratato!! Quindi mi tappo il naso e assaggio quello schifo. Il sapore amaro e disgustoso dell’acqua mista a fango ( e solo Dio sa cos'altro) mi invade la bocca, facendomi rabbrividire per il ribrezzo. Ma almeno la sete è passata.

Continuo per la strada, con ancora un sapore orribile sulla lingua e una fame che mi percuote lo stomaco. Cerco di ignorarla. Ma non è facile, e non c’è assolutamente nulla con cui distrarsi qui.

Prepotente il viso di Mary mi invade la mente. Ho sempre amato quella bambina! Con il suo sorriso sdentato e i boccoli biondi mi ha sempre ricordato una bambola. E poi mi voleva bene … anzi mi vuole bene!! Sto già cominciando a pensarla al passato, male molto male.



Un lampo squarcia il cielo, seguito da un tuono così forte che lo sento percuotermi le ossa. Mi bloccò spaventato, incapace di muovere un solo passo in più. Io odio i tuoni!! Mi terrorizzano, letteralmente. Non lo so il perché, ma ogni volta che li sentivo a casa andavo a rifugiarmi fra le braccia della signora Lucia, l’unica che mi capisse e che condividesse la mia paura. “Ora passa, vedrai che ora passa!” ma non sembrava crederci nemmeno lei.

Cercò di impormi di smetterla di tremare, ma il mio corpo se ne frega altamente dei miei ordini. Vorrei piangere … non so ma penso che un bel pianto mi aiuterebbe a sentirmi meglio. Ma mamma me lo ripeteva sempre “I maschi non piangono!” . A me sembrava un’ingiustizia bella e buona … perché le femmine sì e i maschi no? È anche vero che ciò che diceva mamma era legge, perciò ho fatto mio questo presupposto. In conclusione io non piango mai … quasi mai.

Mi impongo di proseguire, immaginando il mio ritorno a casa: la gioia della piccola Mary e della sorellina Anna, la signora Lucia che mi accoglie nelle sue grandi braccia. La cena di bentornato che mi prepareranno. La sensazione di essere di nuovo all'asciutto.



Questa maledetta pioggia mi sta inzuppando! Basta non ne posso più … non ne posso più dell’acqua, dei lampi, dei tuoni, della paura, della fame … voglio solo tornare a casa!!



E allora che la vedo.

Una luce che si delinea in tutto quel grigiore. In mezzo a quei campi tutti uguali, leggermente illuminata si delinea una casa. Da quel che posso vedere sembra grande, abbastanza da avere un portico o perlomeno un pergolato. Forse sarebbe il caso di aspettare lì la fine della tempesta, e magari recuperare le forze.



Mi dirigo nell'erba alta, abbandonando definitivamente la strada asfaltata. Procedo a stento in mezzo ai campi, sprofondando di continuo in mezzo alla fanghiglia. Percepisco il mio respiro affannoso, e lo sento che sono allo stremo delle forze. Che ho raggiunto il limite.



Raggiungo il piccolo giardino che circonda la casa. Un fazzoletto di terra circondato da uno steccato, vecchio e malmesso. C’è anche un orticello, che dubito seriamente sopravviverà a tutta questa pioggia. Poi la noto. Una bambina sta giocando nel bel mezzo del temporale, nel piccolo giardino. Non deve avere più di 10 anni. Indossa una mantella rossa e un paio di stivaletti gialli, che la fanno sembrare un fungo gigante. Da sotto il cappuccio intravedo due trecce di capelli rossi, che le svolazzano intorno al volto.

Mi avvicino lentamente, per non spaventarla, sentendo la fatica assalirmi a ogni passo.

Lei ride e canticchia, incurante della pioggia e del vento. Probabilmente non ci sta tutta con la testa.

Improvvisamente si gira e inevitabilmente mi vede. Di riflesso mi immobilizzo, pronto a scattare. Con questi non si può mai sapere.

-Ooooohhh – fa lei, spalancando gli occhi e fissandomi incredula –Povero cucciolo ti sei perduto? –

“No sono qui perché mi piace guardarti ridacchiare sotto la pioggia … ma che razza di domande fai?? “Dico io, ma ovviamente quella non capisce una mazza. Gli umani sono tutti uguali, tutti pronti a sentirsi superiore ma poi non sanno comprendere le cose più elementari.

-Oh piccolo non piangere … - mormora la pazza, avvicinandosi lentamente. Dico io, ma chi piange??!! Ma se le sogna le cose questa? La guardo intensamente, cercandole di trasmetterle tutto il bisogno che ho di un posto asciutto e di un po’ di cibo.



-Come ti chiami cagnolino?? – dice chinandosi davanti a me.

“Ma allora sei proprio andata! Io ti chiedo un pasto e tu mi chiedi come mi chiamo! Vediamo di metterci d’accordo sulle priorità, e ti assicuro che le presentazioni non fanno parte di questa categoria, non per me almeno. Comunque sono Ubaldo.”

-Non lo sai? Vorrà dire che te lo darò io un nome … che ne dici di Lampo ??-

“Ma allora sei sorda? Io mi chiam … Lampo? …. .Sai forse possiamo metterci d’accordo .” Non guardatemi così ! bisogna ammettere che da Ubaldo a Lampo c’è un gran bel salto di qualità accidenti!! E poi scusate che ne sapete voi che finito l’interrogatorio la matta non decida di darmi qualcosa da mangiare”



-Dove sono i tuoi padroni Lampo??-

“Questa è un’ottima domanda matta, se lo sapessi di certo non sarei qui a parlare con te!” Santo cielo! Che razza di bimba sono andato a incontrare!

-Ti hanno abbandonato? Oh poverino! Ma non ti preoccupare mi prenderò io cura di te, vieni qui piccolo vieni da Hope!-

“Un momento non saltiamo a conclusioni affrettate, io non sono stato …” ma mi interrompo, perché la pazza, cioè Hope ha appena cominciato a massaggiarmi la testa con un mano e la pancia con l’altra. Non ricordo l’ultima volta che qualcuno mi ha accarezzato così … con affetto. È piacevole, molto piacevole. Sento uno strano calore dilagare nel petto, mentre il freddo e l’umidità si allontanano. Lei mi sorride con affetto, e io mi ritrovo a sorriderle a mia volta cercando la sua mano.

-Vieni Lampo, che ti procuro qualcosa da mangiare. Mi sembri affamato! –

Quando mi prende in braccio non oppongo resistenza. Perché dovrei? In fondo anche se un po’ matta è simpatica, e poi ha parlato di cibo. Forse posso aspettare qui la signorina Lucia … con Hope. Anzi meno male che l’ho incontrata, altrimenti sarei ancora sotto la pioggia, al gelo.



Forse miss Fortuna un pensierino anche per me se l’è fatto.

2013, Costantine.


n.d.r - pochi cani hanno la fortuna che ha avuto il nostro amico nella bella storia della nostra amica Costantine, la maggior parte dei cani che vengono abbandonati MUOIONO. Sappiamo benissimo che chi legge gli articoli dei blog come il nostro non lo farebbe mai ma ne vogliamo parlare perché anche voi ne parliate con i vostri amici e con gli amici dei vostri amici sperando che un giorno non ci sia più nessuna "bestia" che abbandoni un cane.

Un caro saluto da Emanuela e Massimo




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